Viaggio nell’INCI dei cosmetici 

Impariamo a capire di più dell’INCI dei nostri cosmetici

Questo è un post più “tecnico” ma affrontiamo una questione importante: ci addentriamo alla scoperta dell’INCI dei nostri cosmetici.

Ci chiediamo spesso come capire se una crema è “buona” o meno in base agli ingredienti e come si fa a orientarsi guardando l’etichetta che spesso sembra indecifrabile (oltre che scritta a caratteri microscopici che per leggerla dopo i 40 serve la lente di ingrandimento!).

In effetti negli ultimi anni siamo diventate molto più attente e quando si parla di prodotti che usiamo sul nostro corpo, vogliamo essere certe di cosa contengono. Di certi ingredienti si è parlato tanto e alcuni in particolare sono stati, non sempre a ragione, demonizzati. Oggi per esempio tutte sappiamo che è meglio evitare parabeni, petrolati, PEG e siliconi ma non sempre sappiamo perché, cosa sono esattamente e soprattutto come riconoscerli.

Per quanto mi riguarda devo ammettere che non sono una maniaca di INCI. Parto sempre dal presupposto che tutti gli ingredienti inseriti nei cosmetici in vendita in Europa sono studiati, testati e regolamentati da leggi piuttosto severe a tutela della nostra salute. Dal 2013 inoltre è anche vietata ogni sperimentazione sugli animali per tutti i cosmetici, non solo prodotti ma anche commercializzati in Europa (a prescindere dal marchio “Cruelty Free” apposto sulle confezioni).

E’ vero però che su alcune sostanze studi approfonditi sono ancora in corso, che altre a lungo andare possono sensibilizzare la pelle e che pelli particolarmente reattive possono sviluppare allergie a determinati ingredienti. Ecco perché, soprattutto in caso di pelle particolarmente delicata, è opportuno imparare a capire l’INCI dei prodotti per orientare le nostre scelte in maniera più consapevole.

L’INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients) è l’elenco degli ingredienti di un prodotto cosmetico che per legge devono essere riportati in etichetta.

La prima cosa a cui fare caso è proprio l’ordine degli ingredienti.

L’ordine degli ingredienti sull’etichetta infatti non è casuale. Sono riportati in ordine decrescente di concentrazione, quelli che occupano le prime posizioni sono i più concentrati.

Nelle prime posizioni generalmente troviamo l’acqua e spesso l’alcool etilico – Alcohol Denat, usato come conservante, solvente o antisettico.

  • L’alcool non irrita la pelle se non a concentrazioni altissime e nei cosmetici è sempre combinato con sostanze idratanti perché non la secchi. Spesso si trova anche nei cosmetici naturali perché meglio tollerato rispetto ad altri conservanti artificiali. Evapora in fretta e solo una minima percentuale è realmente assorbita.

Nei cosmetici spesso ci sono altri ingredienti con la dicitura alcohol da non confondere con l’alcool etilico (come Cetyl Alcohol, Cetearyl Alcohol etc): sono emulsionanti, sostanze grasse che servono a migliorare la texture e la consistenza dei prodotti.

Le sostanze naturali

Gli ingredienti naturali in un cosmetico sono generalmente indicati nell’INCI con il nome latino della pianta.

Le sostanze funzionali o “attivi”

Le sostanze funzionali sono gli ingrendienti “attivi” sulla pelle, quelli che determinano le vere proprietà di un cosmetico e quindi la sua efficacia (per esempio l’acido ialuronico, i peptidi, il retinolo etc) e di solito sono indicate con il nome chimico. Sono le sostanze più costose da produrre e anche per questo molto raramente occupano posizioni alte nell’elenco dell’INCI. Implicano studi, ricerche, test e i vari brand se le contendono a suon di brevetti e pubblicità. In sintesi sono quelle che fanno veramente la differenza in un prodotto.

Le sostanze strutturali (tra cui parabeni, petrolati, siliconi e altri ingredienti controversi) 

Le sostanze strutturali sono quelle che servono a completare la formulazione di un cosmetico e ne definiscono la texture. Sono sostanze facili da produrre e poco costose, altro motivo per cui di solito abbondano tra gli ingredienti. Le sostanze strutturali non hanno proprietà attive sulla pelle.

  1. I PARABENI sono conservanti molto utilizzati in cosmetica per le loro proprietà antibatteriche e funghicide. Si riconoscono dal nome che include sempre il suffisso –paraben (Methylparaben, Ethylparaben, Propylparaben, Benzylparaben etc).
  • Spesso oggi la prima cosa che guardiamo in un prodotto è che sia “Paraben-free” ma studi approfonditi in merito alla loro effettiva pericolosità per la salute sono ancora in corso. Avendo però la capacità di penetrare nella pelle e di restare a lungo nel nostro corpo, le nuove normative in fatto di cosmetica ne hanno limitato la percentuale massima utilizzabile.
  1. I PETROLATI sono sostanze di scarto che si ottengono dalla raffinazione del petrolio. Sono molto utilizzati in cosmetica per la loro capacità di proteggere la pelle dalla disidratazione e mantenerla liscia e morbida – Petrolatum, Propylene Glycol, Isopropyl, Vaselina etc.
  • Questo effetto di pelle liscia e setosa è solo fittizio. Non sono dei veri idratanti ma creano una pellicola che evita all’acqua contenuta nella pelle di evaporare. Così facendo però non permettono alla pelle di respirare, occludono i pori e possono causare la prolificazione batterica e la formazione di punti neri e brufoli nelle pelli predisposte. Inoltre sono sostanze non biodegradabili. 

inci

  1. I SILICONI sono composti a base di silicio molto usati in cosmetica per le loro proprietà idrorepellenti e antistatiche (tra i più diffusi il Dimethicone). I siliconi creano un film “protettivo” su pelle e capelli con effetto ammorbidente e lucidante. Si trovano spessissimo nel Make Up, nei prodotti solari e in quelli per capelli. Come i petrolati anche i siliconi non nutrono e non idratano anzi abusandone possono avere l’effetto contrario. Non sono biodegradabili e quindi sono molto inquinanti.
  • I siliconi non fanno male (anche se abusandone alla lunga possono disidratare pelle e capelli) ma non hanno nemmeno alcun effetto benefico reale. Garantiscono però un’altissima performance ai prodotti, cioè quell’effetto WOW che amiamo tanto. Attenzione quindi a capire se la resa di un prodotto è data solo dalla sovrabbondanza di siliconi o dalla presenza di attivi realmente efficaci!
  1. I TENSIOATTIVI (come il Sodium Laureth Sulfate – SLES e il Sodium Lauryl Sulfate – SLS) sono agenti schiumogeni molto utilizzati in detergenti e saponi. Sono molto inquinanti e non agiscono effettivamente sulla detersione.
  • Non sono nocivi ma possono risultare aggressivi su pelli particolarmente sensibili.
  1. I PEG sono sostanze etossilate cioè molecole trasformate da una reazione con l’ossido di etilene. Si riconoscono nell’INCI con il nome PEG o il filnale “eth” seguiti da un numero (PEG-2, PEG-30 etc). Vengono usati nei cosmetici per la loro capacità di unire elementi che altrimenti si respingerebbero (come acqua all’olio) e nei prodotti detergenti per la loro capacità di pulire efficacemente senza produrre troppa schiuma. Sono sostanze derivate del petrolio e piuttosto inquinanti ma nelle percentuali utilizzate in cosmetica risultano poco tossiche.

Fragranze e coloranti

Coloranti e fragranze generalmente chiudono l’INCI. Sono degli additivi, sostanze di solito chimiche che servono solo a rendere un prodotto più gradevole. Spesso sono proprio loro a creare problemi di allergie alle pelli più sensibili eppure quante volte ci capita di preferire un cosmetico piuttosto che un altro proprio per il suo aspetto, la texture o il profumo!

Come avrai notato anche se a prima vista l’INCI di un prodotto può sembrare roba da super scienziati in realtà una volta capite le macrocategorie di ingredienti non è impossibile orientarsi.

Per qualsiasi dubbio puoi sempre consultare il Biodizionario. Ci trovi quasi tutti gli ingredienti utilizzati in cosmetica classificati con dei bollini rossi, verdi o gialli in base a diversi fattori (biodegradabilità, tossicità etc.) e anche il forum del sito è interessante.

Mi raccomando, è importante informarsi e essere attente ai prodotti che usiamo ma bisogna sempre saper selezionare le fonti a cui facciamo riferimento soprattutto se affidiamo le nostre ricerche alla rete (dove si trova veramente di tutto) o al passaparola. Una cosa sono le opinioni e le esperienze personali e una cosa sono le evidenze scientifiche! Non  facciamoci prendere dal panico e quando si parla di determinati ingredienti o prodotti in maniera controversa, approfondiamo sempre con senso critico. Teniamo anche presente che non è mai buona cosa generalizzare e che per ogni categoria di ingredienti (siliconi e parabeni compresi) ne esistono di diversi tipi e molta differenza la fa non solo la selezione di ogni singolo ingrediente ma soprattutto il modo in cui viene combinato con le altre sostanze all’interno di formulazioni che sono sempre complesse.

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